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Meti, l'invisibile dalle mille forme

Metifane 2009-A01

Materia medica dei nosodi (parte prima)

A. Novi

I nosodi sono dei rimedi omeopatici preparati a partire da materiale organico patologico di origine animale. I più importanti sono cinque: tubercolinum, carcinosinum, medorrhinum, psorinum e syphilinum. Il primo fu certamente psorinum, bioterapico ottenuto dalle sierosità purulente delle vescichette di pazienti affetti da scabbia (provocata dal relativo acaro) e non ancora trattati con sostanze farmacologiche ad uso topico. Hahnemann stesso indirizzò a Stapf la patogenesi del rimedio ed Hering fu il primo a farla pubblicare nel 1833.

Il grosso problema dei nosodi, rispetto agli altri rimedi omeopatici, risiede nel fatto che, nella stragrande maggioranza dei casi, non sono stati sottoposti ad una sperimentazione omeopatica vera e propria, cioè condotta su soggetti sani.

Infatti, a parte medorrhinum, la cui prima patogenesi fu realizzata da Swan, e psorinum, che comunque vanta una sperimentazione incompleta e parziale, l'uso dei nosodi deriva sostanzialmente dalla esperienza clinica. Questo perché si tratta di rimedi che sono stati concepiti con un criterio, per così dire, "isopatico". E l'isopatia non è altro che una pratica terapeutica che consiste proprio nel trattare la malattia con lo stesso agente causale, preparato però omeopaticamente. Questo tipo di impostazione in realtà non è molto conveniente, per quanto poi nella clinica può anche essere vero che la tubercolosi possa essere curata con tubercolinum, la blenorragia con medorrhinum, e via dicendo.

Nati con questa idea, i nosodi hanno poi dimostrato un campo di applicazione molto più esteso. Il fatto che i nosodi siano ormai utilizzati da più di cento anni da tutti gli omeopati del mondo, ha fatto sì che le indicazioni cliniche siano diventate assolutamente sicure.

Ma vediamo nel dettaglio le indicazioni cliniche per l'uso dei nosodi che sono essenzialmente quattro.

La prima, la principale e la più importante, la ritroviamo allorquando un soggetto non risponde in modo soddisfacente ad un rimedio omeopatico apparentemente ben scelto. Ebbene, dobbiamo subito pensare in questo caso alla possibilità che vi sia un cosiddetto "blocco miasmatico" o di altra natura. Può accadere infatti che un paziente assuma un rimedio ben indicato e "risponda" veramente poco o affatto. Allora, in questi casi, non dobbiamo cambiare rimedio, se siamo convinti di averlo scelto bene, ma dobbiamo verosimilmente risolvere il blocco miasmatico sottostante. E questo è rappresentato quasi sempre dalla presenza di malattie gravi, infettive, sistemiche e profonde. Non raramente il blocco miasmatico deriva da una malattia degenerativa oppure da un cancro, non necessariamente in atto. Il paziente può anche aver già superato una patologia grave di questo tipo e, quindi, la ritroviamo solo nella sua anamnesi patologica. Oppure la ritroviamo raccogliendo la storia familiare. Ad esempio, un nosode come carcinosinum che è stato messo a punto solo nel 1952 da Foubister, il direttore dell'ospedale omeopatico di Londra, quando ebbe a che fare con due bambini partoriti da due madri che, durante la gravidanza, avevano sviluppato un carcinoma mammario. I sintomi che questi due bambini mostravano furono interpretati come una sorta di sperimentazione dello stato cancerinico delle madri. Allora Foubister preparò un rimedio omeopatico a partire proprio dalle cellule tumorali delle mamme, lo somministrò ai due bambini, li curò e li guarì con questo nosode. Analogamente, riportiamo il caso di una bambina di due anni che presentava tutti i sintomi di tubercolinum. La madre di questa bimba aveva contratto la tubercolosi in gravidanza ed aveva allattato la figlia proprio mentre seguiva la terapia antitubercolare.

Queste situazioni nella clinica si verificano più di quanto possiamo immaginare.

Ci sono casi, riportati in letteratura, di pazienti che fino a quando non hanno assunto difterinum, non sono guariti da patologie o da paresi dalle quali erano affetti fin da bambini dopo aver contratto la difterite. La difterite è una malattia generata da batteri, quindi contagiosa e caratterizzata dalla formazione di pseudomembrane fibrinose (dove alberga in grande quantità il corynebacterium diphtheriae o bacillo di Loffler) e da fenomeni di intossicazione generale (paralisi, nefrite, miocardite) dovuti alle tossine secrete dallo stesso batterio.

La prima indicazione clinica per l'uso di un nosode è la sostanziale assenza di risposta terapeutica a rimedi apparentemente ben selezionati.

La seconda indicazione è data dalla presenza nel paziente dei sintomi caratteristici di quel nosode che può rappresentare il simillimum, un buon similare o addirittura il rimedio costituzionale per un determinato paziente. E' questa una indicazione molto importante perchè solo in questo caso siamo autorizzati ad "aprire" un caso clinico con un nosode.

La terza indicazione è data dalla presenza di una storia personale o familiare di una patologia grave, sistemica, specifica, come può essere una tubercolosi, oppure un cancro, una sifilide o una gonorrea.

Quarta ed ultima indicazione per l'uso dei nosodi: l'azione terapeutica dei rimedi omeopatici che prescriviamo, seppur ben scelti e ben indicati, risulta troppo breve, fugace. Si verifica un arresto della azione curativa e frequenti ricadute. Onde evitare che le nostre prescrizioni abbiano unicamente un effetto palliativo, senza incidere profondamente sul piano energetico del nostro paziente, scegliamo il nosode più indicato e prescriviamolo una tantum ad una potenza che non sia inferiore alla 200K.

Ma blocchi miasmatici oppure "sicotizzazioni" massive vengono oggigiorno scatenate anche dall'uso indiscriminato di antibiotici, di cortisonici, di pillole ormonali ma, soprattutto, di vaccini di ogni tipo, molto spesso polivalenti.

Questa è una pratica assolutamente perniciosa, cioè foriera di gravi danni e conseguenze funeste.

Attualmente possiamo affermare che le vaccinazioni veramente necessarie ed indispensabili sono solamente tre: poliomielite, difterite e tetano. Il vaccino antinfluenzale e il vaccino antiepatite B ad esempio, a mio parere sono associati a rischi anche gravi, anche se il fatto non viene sottolineato a dovere, come il rischio di slatentizzare il diabete infantile dopo vaccino antiepatite B, specialmente al secondo richiamo. Un vaccino utile, secondo me potrebbe essere quello contro la febbre gialla per chi compie un viaggio in Africa. Vaccinare contro la poliomielite, la difterite e il tetano è invece indispensabile, perché diagnosticare in tempo queste malattie, ma soprattutto curarle, è spesso molto difficile e complicato.

Anche sulphur, come i nosodi, può essere utilizzato come "rimedio di sblocco" ma sia l'uno che gli altri devono necessariamente essere prescritti in presenza dei sintomi caratteristici del rimedio.

Rajan Sankaran, nel suo libro "L'anima dei Rimedi" (1997), sostiene che: "Il tema dei nosodi è la disperazione e scopriamo questa disperazione in ogni sfera della vita di una persona che necessita di uno di questi rimedi. Il suo modo di guardare la vita e di reagire ad essa è sempre disperato. I nosodi vengono preparati da un tessuto malato in piena crisi infettiva e, quindi, del tutto sopraffatto dall'infezione. Si preparano in questo modo affinché le caratteristiche di fondo del processo infettivo si manifestino nel nosode. Nel caso della scabbia, il tessuto presenterà le caratteristiche dell'infezione scabica, il cui sintomo principale è il prurito intenso. Si tratta di un combattimento costante caratterizzato da un fastidio estremo. Il nosode viene preparato da un tessuto infetto e, quindi, totalmente vinto dalla scabbia. Psorinum manifesta proprio questo combattimento. L'indicazione per il nosode sta in tutto il processo e non in una qualsiasi sfera o area di vita. Ad esempio, dove c'è un combattimento intenso con un problema qualsiasi, sia che si tratti di denaro, accettabilità, religione o amore, il rimedio indicato è Psorinum. In questo caso, quindi, il problema ha caratteristiche indifferenziate. Viceversa, se il problema è ben definito e riguarda una sfera specifica nella vita di una persona, ad esempio se il combattimento ha a che vedere con l'ego e con il denaro, il rimedio indicato sarà Sulphur. Infatti, Sulphur (che non è un nosode, ndr) è noto per essere uno dei migliori rimedi antipsorici. Pertanto, il nosode rappresenta il centro del miasma."